19 Agosto 2026

CONFAD APS: «Il Progetto di Vita nella Provincia autonoma di Bolzano rischia di diventare un percorso a ostacoli. Presentata istanza d’urgenza al Garante Nazionale»
A pochi giorni dall’entrata in vigore della delibera provinciale n. 626/2026, fissata per il 1° settembre, il Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità denuncia profili di illegittimità e discriminazione nei nuovi criteri approvati dalla Provincia autonoma di Bolzano.

BOLZANO – CONFAD Aps (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità) ha formalmente presentato all’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità un’istanza di verifica urgente sui possibili profili discriminatori contenuti nei “Criteri per l’elaborazione del progetto di vita”, approvati dalla Provincia autonoma di Bolzano con la delibera n. 626 dello scorso 7 agosto.
Il provvedimento provinciale presenta criticità profonde e palesemente in contrasto con il Decreto Legislativo n. 62/2024 e con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Tra i nodi più critici contestati da CONFAD figurano l’introduzione di discriminazioni basate sull’età, filtri d’accesso legati alla complessità degli interventi, oneri burocratici non previsti dalla legge statale e tempi di conclusione del procedimento dilatati fino a 180 giorni.
Il quadro delineato dalla delibera rischia di snaturare completamente uno strumento nato per tutelare i diritti fondamentali. Oltre ai ritardi procedurali, si segnalano pesanti criticità nella disciplina del coordinamento multidisciplinare, nel meccanismo di approvazione a maggioranza del progetto di vita — che svilisce la centralità della persona —, nell’assenza di regole chiare per la riconversione delle risorse e nella mancata previsione di strumenti di supporto per l’effettiva autogestione del budget.
Elementi, questi, che comprimono pericolosamente il principio di autodeterminazione, trasformando un diritto soggettivo perfetto in un percorso a ostacoli discrezionale e burocratico. «Alla luce dell’imminente operatività della delibera, fissata per il 1° settembre – dichiara Alessandro Chiarini, presidente CONFAD Aps – chiediamo con forza all’Autorità Garante di intervenire urgentemente, verificando la natura discriminatoria di questi criteri, formulando un parere motivato alla Provincia autonoma di Bolzano e sollecitando un rapido adeguamento alla normativa nazionale. Ne va del rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni e della reale centralità della persona con disabilità».






Alessandro Chiarini
Presidente CONFAD APS

